Itinerario Ville e Palazzi del Rinascimento e del tardo Rinascimento

Un mondo fatto di ostentazione ed opulenza ma anche di magia, di sogno e di illusione quello delle numerose ville disseminate nelle campagne laziali. Progettate come residenze estive di uomini fra i più potenti e facoltosi dei sec. XVI e XVII, si tratta di vere e proprie oasi di tranquillità e diletto in cui rifugiarsi dalle attività e dagli intrighi della frenetica Roma. All’interno, lussuosissime sale affrescate ci raccontano le eroiche gesta di importanti casate italiane. All’esterno, intrecci di alberi secolari, siepi, sculture colossali e scenografici giochi d’acqua creano atmosfere incantate.

–       Palazzo Farnese a Caprarola 

Palazzo Farnese è tra gli esempi più integri di ville manieristiche in Italia, l’idea iniziale ed il disegno sono da attribuire a Antonio da Sangallo il Giovane, come fortezza per il futuro Papa Paolo III. Ma fu il Vignola a trasformarla in una magnifica residenza estiva, ma ancora di più in simbolo di potere: il nuovo committente era il Cardinale Alessandro Farnese. La struttura, articolata su più piani, conta ben 365 ambienti. Una spettacolare scala elicoidale conduce al piano nobile affrescato dai più noti pittori dell’epoca: fratelli Zuccari, J. Bertoia, Raffaellino da Regio, G. De Vecchi, A. Tempesta, Giovanni Antonio da Varese. La tenuta esterna, con un’estensione di circa 19 ettari, include i Giardini Segreti, del tipo all’italiana, ed il Parco monumentale, caratterizzato da fontane (Giglio, Catena d’Acqua, Fiumi…), sculture e giochi d’acqua, alla cui sommità si erge la Casina del Piacere, luogo di massimo raccoglimento ma anche deliziosa ambientazione per feste e banchetti estivi.

Chiusi il Lunedì. Ingresso gratuito con lettera intestata dell’Istituto ed elenco nominativo degli alunni partecipanti e dei docenti accompagnatori.

–       Il Sacro Bosco a Bomarzo

Più conosciuto come Parco dei Mostri per le bizzarre creature che lo animano, il Sacro Bosco costituisce una delle opere più poetiche della storia dell’arte italiana. Realizzato nella seconda metà del sec. XVI, probabilmente su ideazione dello stesso proprietario, Vicino Orsini, il parco si articola in un’affascinante percorso filosofico – letterario in cui singolari iscrizioni e sculture ciclopiche, realizzate sfruttando gli enormi massi vulcanici presenti, conducono il visitatore in un suggestivo viaggio nei meandri dell’animo umano. Tra le numerose opere raffiguranti personaggi epici e mitologici (Orlando Furioso, Pegaso, la Fama, Venere, Plutone, Proserpina, la Maga Armida, il Drago, l’Elefante, Cerbero…) spiccano la terrificante Bocca dell’Ade, la Casina Pendente ed il Tempietto dedicato da Vicino alla moglie scomparsa Giulia Farnese. Il parco è attualmente proprietà della famiglia Bettini

Chiusi il Lunedì. Ingresso ridotto € 5,50 ad alunno partecipante con lettera intestata dell’Istituto ed elenco nominativo degli alunni partecipanti e dei docenti accompagnatori.

–       Villa Lante a Bagnaia 

Villa_Lante_Jardins

A pochi chilometri da Viterbo, Villa Lante è un vero gioiello che vive dello stupore dei visitatori, oggi come un tempo: Inizialmente sfruttata come riserva di caccia dei Vescovi di Viterbo, successivamente si trasforma in elegante residenza dei Cardinali Gambara, Montalto ed infine dei suoi ultimi proprietari, di cui mantiene il nome: la famiglia dei Lante, proprietari fino al 1953. Il Vignola, attua un progetto che è quasi un trattato di architettura manierista: la perfetta ripartizione degli spazi di verde, con l’architettonica delle due palazzine gemelle; il rumore ritmico delle numerose fontane (Pegaso, Quadrato, Lumini, Mensa del Cardinale, Fiumi, Catena d’Acqua, Delfini, Diluvio), lo scenografico giardino terrazzato… Una sollecitazione totale di sensi, che godono anche di numerosi arbusti fioriti, di secolari platani orientali: suggestione ed armonia ne fanno un vero giardino segreto. Da scoprire anche la neviera e le palazzine, di cui sono attualmente visitabili solo i loggiati, che conservano pregevoli affreschi.

Chiuso il lunedì. Ingresso gratuito con lettera intestata dell’Istituto ed elenco nominativo degli alunni partecipanti e dei docenti accompagnatori.

–       Palazzo Altieri di Oriolo Romano e le rovine di Monterano

Edificato nella seconda metà del sec. XVI da Giorgio Santacroce, fondatore dello stesso borgo di Oriolo, il palazzo divenne proprietà degli Altieri, famiglia del neoeletto Pontefice Clemente X, intorno al 1670. Il palazzo conserva numerosi ambienti affrescati, tra cui una sala con vedute dei feudi degli Altieri dipinte da Giuseppe Barberi, ed una singolare collezione di ritratti di tutti i pontefici da San Pietro ai nostri giorni. Lasciato il palazzo, seguendo le tracce degli Altieri, è possibile arrivare al suggestivo sito di Monterano, città abbandonata a causa della malaria e delle devastazioni operate dalle truppe francesi nel 1799, in cui restano le rovine dell’imponente Palazzo Baronale e della chiesa di San Bonaventura, realizzata su disegno di Gian Lorenzo Bernini e che spesso hanno fatto da set a numerosi film (ad es. “Il Marchese del Grillo”).

Chiuso il lunedì. Ingresso gratuito con lettera intestata dell’Istituto ed elenco nominativo degli alunni partecipanti e dei docenti accompagnatori.

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